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Basket: Nba, al via tamponi per gli asintomatici
10.05.2020 01:00 di Redazione

Anche la Nba si prepara a tornare in campo, ma con molta prudenza. Il commissione Adam Silver in una videoconferenza con i giocatori, ha spiegato che è possibile che la restante parte di campionato si giochi in una o due località, naturalmente a porte chiuse. "Non c'è motivo di far viaggiare le squadre se non ci sono tifosi, una o due location sono più sicure" ha detto il manager. Le porte chiuse potrebbero caratterizzare anche la prossima stagione. Eventualità devastante, ma senza alternative "se non si trova un vaccino". Quanto al ritorno in campo vero e proprio, non c'è ancora una data, ce ne sono diverse ipotizzate, ma per ognuna di esse si prevedono almeno tre settimane di allenamenti per rimettere in condizione gli atleti e evitare infortuni. Quanto alla prevenzione dei contagi, è stato dato il via libera ai tamponi per gli asintomatici. Dopo un primo diniego da parte della Lega, infatti, ora è stata accolta la richiesta dei club di controllare anche gli atleti cosiddetti asintomatici. All'inizio c'era il timore, espresso da più parti, che fosse inopportuno impegnare i tamponi, sottraendoli alle strutture sanitarie. Ma il problema sembra superato, in quanto i tamponi sono disponibili su larga scala, praticamente in tutte le città americane e ce ne dovrebbero essere sempre a sufficienza per controllare frequentemente i giocatori e il personale di staff, senza sottrarli ad altri. Per completare il campionato Nba la lega stima circa 15mila tamponi necessari. Nel caso di un nuovo caso positivo, il commissioner pensa di ricorrere all'isolamento dell'interessato e accurati controlli su chi è stato a contatto con lui, senza dover sospendere di nuovo il campionato. Ma prima il campionato dovrà riprendere, e per ora quel tempo sembra non vicinissimo.

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Basket: Nba, al via tamponi per gli asintomatici

di Napoli Magazine

10/05/2024 - 01:00

Anche la Nba si prepara a tornare in campo, ma con molta prudenza. Il commissione Adam Silver in una videoconferenza con i giocatori, ha spiegato che è possibile che la restante parte di campionato si giochi in una o due località, naturalmente a porte chiuse. "Non c'è motivo di far viaggiare le squadre se non ci sono tifosi, una o due location sono più sicure" ha detto il manager. Le porte chiuse potrebbero caratterizzare anche la prossima stagione. Eventualità devastante, ma senza alternative "se non si trova un vaccino". Quanto al ritorno in campo vero e proprio, non c'è ancora una data, ce ne sono diverse ipotizzate, ma per ognuna di esse si prevedono almeno tre settimane di allenamenti per rimettere in condizione gli atleti e evitare infortuni. Quanto alla prevenzione dei contagi, è stato dato il via libera ai tamponi per gli asintomatici. Dopo un primo diniego da parte della Lega, infatti, ora è stata accolta la richiesta dei club di controllare anche gli atleti cosiddetti asintomatici. All'inizio c'era il timore, espresso da più parti, che fosse inopportuno impegnare i tamponi, sottraendoli alle strutture sanitarie. Ma il problema sembra superato, in quanto i tamponi sono disponibili su larga scala, praticamente in tutte le città americane e ce ne dovrebbero essere sempre a sufficienza per controllare frequentemente i giocatori e il personale di staff, senza sottrarli ad altri. Per completare il campionato Nba la lega stima circa 15mila tamponi necessari. Nel caso di un nuovo caso positivo, il commissioner pensa di ricorrere all'isolamento dell'interessato e accurati controlli su chi è stato a contatto con lui, senza dover sospendere di nuovo il campionato. Ma prima il campionato dovrà riprendere, e per ora quel tempo sembra non vicinissimo.