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FORUM CDS - De Laurentiis: "San Paolo, convenzione lunga e investimenti. Problema curve, si spaccia!", Pres. Figc: "Gap Juve? Idea è playoff", Pres. Coni: "Stadi? Abbiamo solo l'Olimpico"
14.05.2019 14:08 Fonte: TuttoNapoli

Ci sarà anche Aurelio De Laurentiis in redazione al Corriere dello Sport-Stadio per una forum sulla la crisi del calcio italiano e le chiavi del rilancio dal titolo “Il calcio che vogliamo”. Il forum vedrà la partecipazione di Giovanni Malagò, presidente del Coni, di Roberto Mancini, ct della Nazionale, di Gabriele Gravina, presidente della Figc, di Gaetano Miccichè, presidente della Lega di A, di Andrea Abodi, presidente del Credito Sportivo, di Claudio Lotito, presidente della Lazio, di Mauro Balata, presidente della Lega di Serie B, di Cosimo Sibilia, presidente della Lega Dilettanti e vicepresidente vicario della Figc, di Marcello Nicchi, presidente dell’Aia, di Nicola Rizzoli, designatore della Can A, di Damiano Tommasi, presidente dell’Associazione Italiana Calciatori, e di Giovanni Branchini, procuratore sportivo. Presenti anche i giornalisti Ferri di Sky, Liguori del Tgcom, Mimun del Tg5.

Quattro gli argomenti che verranno affrontati: 1) Italia-Europa, le ragioni di un divario; 2) I Club e la difficoltà di fare sistema; 3) Violenza e razzismo, sfida di sicurezza e cultura; 4) Stadi, il prezzo alto di un’incompiuta. 

12.20 - Hanno preso posto tutti gli ospiti annunciati. Inizia il forum

12.25 - Mancini sul gap tra la Juve e le altre: "La Juve ha lavorato molto bene in questi anni, ha una rosa ampia, molto migliore delle altre, ha costruito lo stadio che è una fonte importante per una società e non è un caso che abbia vinto. La rosa è forte e la migliora ogni anno, per loro il target è la Champions e continua a vincere il campionato".  Gabriele Gravina, presidente della Figc: "Credo che la storia si ripeta perché il calcio non ha una dimensione imprenditoriale diversa da altre aree economiche. Il calcio ha interessi economici e ha bisogno di percorsi importanti per crescere. Il mondo del calcio ultimamente vive una criticità e ha bisogno di regole per un nuovo cambiamento. Io avevo parlato di playoff e playout in serie A, so che la mia può essere una provocazione ma è un'idea secondo me interessante e da approfondire"

Presidente Lega Miccichè: "Io sono l'ultimo arrivato, dopo una Figc commissariata, ma non dire che siamo messi così male. C'è una squadra che primeggia con una struttura organizzativa leader ma a due giornate dalla fine abbiamo sei squadre che lottano per la Champions ed altre che lottano per non retrocedere. Al di là del predominio della Juve, che l'anno scorso a questo punto aveva il Napoli ancora a un punto. Il tema c'è, ma non è così rilevante. Il tema più importante è la composizione dei ricavi, basati sui diritti tv mentre prima era sui biglietti. Oggi il 65%-70% arrivano dalle tv, diritti tv venduti a soggetti internazionali, proprietari che investono dagli Usa in vari sport, hanno i rendiconti ma non sanno manco i colori delle maglie delle squadre. Tv daranno meno soldi? Siamo convinti di avere un prodotto bello e interessante che vendremo tra due anni in modo migliore ed a cifre più alte. Certo che la Premier è un'altra cosa, ma il fatturato del calcio italiano è analogo a Spagna e Germania".

12.40 - Presidente del Coni Malagò: "Lega e Figc ora sono in buone mani, si va nella giusta direzione, compatti. Io parto sempre dalla casa, le società non riescono a fare la loro attività senza una casa, un impianto. Crei fidelizzazioni, servizi, integrazione, spirito di squadra. In Serie A ce l'ha il Sassuolo, che nasce da una storia atipica con la Reggiana, trasferendosi in un altro posto, forse anche avverso per le tifoserie. Udine che identifica l'intera regione, non succede da altre parte e li hanno aiutati anche col naming, ci hanno messo 20 anni in una città in cui la burocrazia esiste meno da altre parte e poi la Juventus, ma grazie ad un evento straordinario, l'unica città con meno di un milione di abitanti che ha due società in due stadi diversi. La Juve ha potuto farlo perché il Torino ha preso un altro stadio, il Comunale, grazie alle Olimpiadi del 2006. Senza lo stadio Olimpico pubblico non avremmo un impianto per il match dell'europeo 2020. Quello della Juve non ha la capienza sufficiente, il Meazza già non ha i parametri che soddisfano l'Uefa per un girone eliminatorio dell'europeo. Questo dice tutto. La madre di tutte le battaglie è questa, non c'è altro. Non ce la faremo mai, poi magari club più piccoli con impianti meno complessi faranno prima di altri, ma non c'è collettività e come fare una maratona con 10kg sulle spalle perché il prodotto poi è difficile da vendere televisivamente. Addirittura rinviamo il mondiale di rugby perchè lo stadio per il rugby è sempre l'Olimpico che è per il calcio".

12.50 - ADL interrogato sui problemi per gli stadi"Ringrazio Malagò per questa introduzione. Vorrei fare una precisazione, 75mln di euro gratuitamente da Sportfive per aver fato scadere un quinquennio in cui non si sono messi d'accordo... in realtà i 125mln dello Stadium sono costati soltanto 50. E vogliamo dire che la famiglia Agnelli ha un certo potere in quella zona per aumentare i propri investimenti? Nonostante questo ha avuto bisogno di un fondo con un interesse al 3%. Questo la dice lunga.

Non dimentichiamo che il Napoli in uno stadio così compromesso, avendo dalla regione 25mln per le Universiadi, ho preteso di far parte del comitato per gestirli ed evitare dei dirottamenti che in Italia sono abituali e andiamo avanti. Vedremo uno stadio rivoltato, io ho intenzione di investire altri soldi nello stadio, avremo il rinnovo di una convenzione lunga che ci darà possibilità di investire. Il problema vero però credo sia un problema noioso, pieno di tattica, diverso da quello inglese, ricordate che dopo 10' erano 2-2. La Juve ha 10 punti in più del Napoli, il Napoli altrettanti di vantaggio su quelle dietri, quindi qualcosa non funziona. O non funziona il poter spendere più di quanto si fattura, il Napoli non ha 1 euro di debito con le banche, bisognerebbe far luce, Gravina lo sa, ma i campionato ripartono con debiti e club che continuano ad indebitarsi, in un calcio dove si sprona a spendere come al colosseo, alla ricerca di nomi di divi e non di giocatori buoni. Ma dove va il calcio del prossimo ventennio? I ragazzini stanno sulle piattaforme a giocare, mio nipote non resiste nel guardare la partita e corre a giocare a Fornite, non è più uno spettacolo per giovanissimi. Dobbiamo affrontare anche questo problema, pure come regole, comprare mille giocatori ma fare solo tre cambi. A volte è industria, altre volte è sport, mettiamoci d'accordo, vogliamo rinnovarci o no altrimenti saremo sempre perdenti. Vi faccio un esempio, Lotti, bravissima persona, cosa c'entrava con questo sport? Ha fatto casini enormi sullo stadio, poi se entriamo nel merito delle altre chi ha gli stadi che fa... Poi il calcio inglese ha avuto riforme, il ministero dell'interno è assente e si nasconde. Abbiamo lo spaccio della droga dentro gli stadi, parliamo delle curve come tifo sano, ma il tifo sano delle curve non può partecipare, non può parlare, non può stare in quel posto perché 400-1000-2000 tolgono i posti che dicono loro ai tifosi. Perché mi scrivono contro? L'hanno fatto con Sarri che è stato una intuizione, ora tutti ne parlano, io quando l'ho preso mi hanno contestato in tutta la città. I Daspo ad esempio si possono fare anche a chi ha commesso reati nell'arco di cinque anni, ma i questori si cacano sotto di daspare, dovrebbe essere automatico. Ci fanno pagare anche al polizia che è fuori dagli stadi, poi gli steward invece dentro".

13.02 - Prende la parola Lotito: "In passato spesso il tifoso è diventato un mestiere e alcuni club sono diventati ostaggio. La Lazio aveva 550mln di debiti, fatturava 80 e perdeva 85. Oggi ho investito 15mln nel centro con la cassa della società. Ci sono delle regole da rispettare, non le fanno i giornalisti senza conoscere diritto ed economia. La comunicazione ha grosse responsabilità, rappresenta cose diverse in tutti i campi, dai bilanci al piano sportivo e morale. Un presidente oltre a conseguire risultati economici e sportivi ha la responsabilità di trasmettere valori, al di là dei giocatori da 100mln! Le norme sono tutte obsolete, non erano neanche società di capitali o quotate, voi non lo sapete ma il calcio ha la verifica dell'iva al 30 dicembre, ovvero 6 mesi di scarto. 40-50mln utilizzati impropriamente nell'attività, ma nessuno la controlla. Vogliamo tutti fermarci per partire con regole serie anche per le infrastrutture. Io sono stato il primo a presentare un progetto polifunzionale da vivere tutti i giorni, come casa proprio, non da distruggere, ma ancora oggi si pensa a non trovarsi le persone sotto casa. Invece sotto casa mia vanno bene? Io tirai fuori situazioni che 15 anni fa ridevano, il calcio è uno strumento in negativo!"

ADL interviene: "Lo dici a me, io feci arrestare 33 persone (ritorsioni allo stadio, ndr)!"

13.12 - Ancora Lotito sulla proposta di Gravina: "Playoff e playout? Divideremmo la serie A in due. Certo che se una società fattura 480mln ed una come la Lazio che ne fattura 110 c'è una disparità, eppure abbiamo tolto dei trofei alle big. Ma bisognerebbe rispettare le regole, tutti devono pagare tutto ciò che bisogna pagare e poi si vede chi vince".

13.20 - Hanno preso la parola anche Nicchi Rizzoli per il mondo arbitrale.

13.35 - Il presidente dell'Aic Tommasi in un passaggio cita De Laurentiis come esempio positivo: "I risultati li ha ottenuti perché ha dato continuità alla guida tecnica ed al parco giocatori".

13.40 - Il presidente del credito sportivo Abodi sugli stadi: "Ci siamo piegati sui nostri antagonismi, ma voglio essere ottimista. E' basso il contesto, non il livello del calcio. Lo stadio è un punto di svolta, nonostante le difficoltà della legge, con personalità slegate dai risultati, non ci si può occupare dei risultati e delle infrastrutture insieme. Siamo una banca pubblica e proviamo a far funzionare la legge che c'è. Credo che sia più importante una rata per lo stadio che un giocatore in più. I clienti sono pochi e con le idee confuse. Ho sempre ascoltato le parole di Aurelio De Laurentiis sulla burocrazia, ma qui la banca può fare poco, ma almeno sulla certezza dei modi e dei termini, se non si sbagliano i progetti si abbattono dei tempi. I 20 progetti che abbiamo come dossier possono andare a buon fine".

13.45 - Il vice-direttore Barbano ricorda che De Laurentiis ed i club romani sono sbattuti non sulla legge, ma sulle variabili politiche.

13.50 - Interviene di nuovo De Laurentiis: "La legge fu ideata da un uomo di Berlusconi per aiutare i club, non solo di calcio, parlando di attività immobiliare per l'equilibrio della costruzione e del club. Accade che in quel momento un deficiente totale, che ho avuto in un film a Firenze, che è il sindaco attuale Nardella, per dare fastidio a Lotito, fece dei cambi sulla legge che è diventata inapplicabile. Pensate che per presentare un progetto per il San Paolo al Comune, spesi solo di esperti 350mila solo di parcelle! Perché gli esperti sono responsabili. Il Comune poi non bocciò il progetto, ma parlò del credito sportivo e gli dissi che non l'avrebbero mai avuto perché sono in dissesto, al punto che corsi in soccorso con 25mln da De Luca per le universiadi".

14.00 - Il vice-presidente Sibilla conferma le parole di De Laurentiis in quanto era tra i relatori della legge sugli stadi, poi bloccata da correnti politiche diverse.

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