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JUVENTUS - Sarri: "Al Napoli ho dato tutto, penso di aver rispettato tutti, compreso la mia professionalità, in Premier League esperienza bellissima, poi è arrivata la Juve a coronamento di una carriera lunghissima"
20.06.2019 11:13

TORINO - Maurizio Sarri, neo allenatore della Juventus, ha rilasciato alcune dichiarazioni nella conferenza stampa di presentazione: "Sono contento di essere qui oggi. È la scelta più rivoluzionaria della mia carriera? Non lo so e non lo penso. Ci vuole un percorso. Da bambino ero tifoso del Napoli, quando arrivai al Napoli ero emozionato e contento, e ho dato tutto dal punto di vista professionale e morale. Negli ultimi mesi lì ho avuto un dubbio se andare avanti per affetto o se fermarmi perché la testa mi diceva che il percorso era concluso. Poi il Napoli mi toglie il dubbio: presenta Ancelotti, per colpa mia che non davo delle risposte. Ho ricevuto offerte dall'Italia, e ho preferito andare all'estero per non passare direttamente dal Napoli a un'altra società italiana. In Premier ho vissuto un'esperienza bellissima, nella seconda parte per motivi più personali che professionali sento il bisogno di tornare in Italia: arriva la Juve, la più importante di tutte. Penso sia il coronamento di una carriera lunghissima, che nell'80% è stata anche difficilissima. Penso di aver rispettato tutti, compresa la mia professionalità. La Juventus, miglior club italiano al momento, mi ha offerto l'opportunità di tornare in Italia. E' il coronamento di carriera lunghissima. Non ho mai visto una società così derminata a prendere un allenatore, mi ha convinto la determinazione di tutta la dirigenza compatta. Abbiamo davanti un percorso lungo. Non ho mai visto tanta determinazione da parte di una società nel prendere un allenatore. Grandissimo atteggiamento, che mi ha convinto. Sono state sensazioni forti. Sono contento del fermento che sto vedendo in Serie A. E' un anno stimolante per gli allenatori, ci sono i presupposti per creare qualcosa di interessante e colmare il gap con la Premier League, ma sarà un percorso lungo. Mi aspetto di alzarmi ogni mattina e studiare il modo di vincere le partite. Non è un meccanismo dovuto: rivincere è sempre più difficile che vincere. La Juventus ha l'obbligo di partire per vincere sempre, ma consapevole del coefficiente di difficoltà. Bisogna avere le idee chiare su 2 o 3 giocatori che ci possono far fare la differenza e poi metterli nelle condizioni per farli esprimere al massimo. Il modulo sarà una conseguenza. Il mio è un percorso lungo fatto di tanti passi graduali. Mi fa piacere essere nella squadra più importante d'Italia. E questo è un ulteriore passo in avanti, dopo l'esperienza al Chelsea. Al Chelsea ho allenato giocatori molto forti, ma poter allenare Cristiano Ronaldo è un'emozione, perchè è un passo ulteriore in avanti. Vorrei aiutarlo a rompere qualche nuovo record. Napoli? Penso che ho vissuto tre anni in cui il mio primo pensiero la mattina era sconfiggere la Juve, il mio dovere morale e professionale era creare condizioni per sconfiggere la Juve, ho dato il 110%, non ci siamo riusciti, lo rifarei, è chiaro che è un'avversità sportiva, quando finisce, finisce. La mia professionalità mi porterà a dare tutto per questa società adesso. Tutto quello che ho fatto magari sarà stato con mezzi e modi sbagliati ma è intellettualmente apprezzabile, perchè se vedo un avversario disposto a tutto per sconfiggermi, lo posso anche odiare, ma lo devo apprezzare. A Napoli mi dipingono come traditore? Il giocatore fa certe dichiarazioni per vivere bene in un ambiente, non entro in quello che dicono i giocatori pubblicamente, ho fatto una scelta di esperienza estera per rispetto e all'esigenza di tornare in Italia son tornato qui in una società che mi ha voluto fortemente, penso di aver rispettato tutti, ho dato sempre il 110% per le società per le quali ho lavorato. Sono scelte tutte molto logiche senza romanzarci troppo sopra. Ho visto questo Club molto compatto e mi ha fatto piacere perchè per me conta molto l'aspetto umano. La Juve è un gruppo forte per mentalità e determinazione. Arrivo con scetticismo come in tutti i club dove sono arrivato. Lo capisco, anche perchè io arrivo dall'altra parte, per la mia esperienza passata. Ma conosco solo un gioco per toglierlo: vincere e convincere, far divertire e fare risultato. Quando un giocatore ha le qualità di Dybala o Cristiano Ronaldo possa giocare in qualsiasi ruolo. Quello che puo' cambiare è solo l'interpretazione del ruolo. L'obiettivo di divertire in campo non è antitetico a quello di vincere. Spesso l'entusiasmo generato da una squadra che si diverte è ulteriore benzina, e non significa che sia una squadra frivola. La Champions è un sogno da perseguire con determinazione feroce, con la convinzione che è obiettivo con un coefficiente di difficoltà mostruoso. Il Napoli era una squadra di giocatori al servizio della squadra. Il Chelsea ha giocatori tecnicamente superiori ma con caratteristiche diverse, quindi con meno fluidità ma lo stesso efficace e solida. Gli allenamenti vanno adattati al gruppo. La filosofia di gioco rimane la stessa ma bisogna avere la fluidità mentale di adattarla alle caratteristiche dei giocatori. Probabilmente parlerò con 2 o 3 giocatori, per condividere idee, confrontarci, e capire anche cosa pensano di loro stessi e delle loro caratteristiche. Cori razzisti? Non cambio idea se cambio società, in Italia è ora di smetterla, è una manifestazione di un'inferiorità netta nei confronti dell'atmosfera che si respira negli stadi europei. Il Napoli è una delle squadre che più subisce un certo tipo di atteggiamento, la mia idea di fondo resta la stessa, non si può restare 40 anni indietro risptto al resto dell'Europa per queste storie. Napoli-Juve? Quando esco dal San Paolo se mi applaudono è una manifestazione d'amore, se mi fischiano è una manifestazione d'amore, uscirò volendogli bene come prima sia in un caso che in un altro. A Napoli ho fatto tutto quello che potevo fare, per dovere morale, perchè stavo rappresentando un popolo che ama la sua squadra e non vinceva da 30 anni, per dovere professionale, perchè devo tirar fuori il 110%, c'erano tutte le componenti perchè combattessi con la sciabola in mano, posso prendermi parte della colpa, ma ho fatto un atto di rispetto estremo andando via all'estero per un anno e se ora si presenta necessità di tornare per questioni personali e questa occasione me la dà la squadra più forte in Italia, devo portare rispetto alla mia professione, è un percorso normale, poi se ci vai a ricamare sopra non se ne esce, il racconto che ti faccio io è quello che ho visto io, non abbiamo fatto nessuna parte. Bisogna partire dai giocatori talentuosi, che sono quelli che fanno la differenza: ad esempio Cristiano Ronaldo, Dybala, Douglas Costa e gli altri giocatori di talento, e costruirgli intorno. Ascolterò tantissimo la società, che conosce i ragazzi meglio di me, perchè sarebbe una mancanza di rispetto imporre la mia opinione. Allegri lascia un'eredità pesante. Vincere quello che ha vinto lui è difficilissimo. Ha fatto risultati straordinari e vorrei vedere nella squadra quella capacità di risolvere le difficoltà con lucidità che ha trasmesso lui. La definizione di "integralista" mi sembra esagerata. Negli ultimi anni sono partito con un modulo e ho concluso con un altro. Il Sarrismo? Non lo so, ho letto sulla Treccani che è una filosofia calcistica e non solo, ma io ho sempre vissuto e pensato così, son sempre stato questo, posso aver cambiato leggermente il mio modo di vedere il calcio come la vita a seguito delle esperienze, sono una persona diretta, questo porta a scontri ma risolvibili, non risolvibile è il non detto. Poi nel corso della vita uno cambia visione della vita e del calcio, spero di non aver cambiato i concetti di fondo che ho sempre avuto. Se ho sentito De Laurentiis? Non ho sentito il presidente col quale tutti pensano abbia un brutto rapporto, ma io lo ringrazierò sempre, difficilmente uno che da bambino è tifoso del Napoli arriva a allenare il Napoli, poi nel percorso possono eserci divergenze, ma fa parte del carattere di due personalità forti, non ho sentito Aurelio, non dirò i nomi  dei calciatori che ho sentito. Massimiliano non l'ho sentito, di solito d'estate a cena con amici comuni lo chiamiamo e ci sentiamo, spero di avere un paio di settimane per sentire anche lui, di solito è un cazzeggio, non parliamo di argomenti molto seri. Se direi le stesse cose con gli stessi toni e rifarei gli stessi gesti fatti nel periodo napoletano? Non lo so  quale sia lo stile Juve, non ho visto molta etichetta o differenza ieri a cena rispetto a gruppi di amici. Alcune cose che ho detto sono state strumentalizzate, ho letto in questi giorni una mia polemica sulle maglie a strisce che stanno strumentalizzando perchè in realtà è una litigata, una mia uscita polemica contro una decisione presa, una litigata con Orsato che aveva una sua idea e io una mia, in realtà era dopo un Empoli-Milan. La questione del dito è un errore da parte mia, una reazione esagerata ma fu molto ben vissuta nel post partita, ben spiegata, dissi che avevo fatto un brutto gesto, un eccesso di reazione nei confronti di 15-20 stupidi, non contro i tifosi della Juventus. Dovevo non reagire agli stupidi che mi hanno detto "terrone di m***" ma non li ritengo tifosi della Juventus. Bernardeschi è un giocatore che mi piace. Ha una grandissima qualità: la coordinazione. Gli manca un pizzico di continuità. E' nel momento della sua carriera in cui deve specializzarsi. Devo capire quanto attuare la mia filosofia e quanto lasciare alle caratteristiche dei giocatori. Io organizzo la squadra in 70 metri ma negli ultimi 30 si gioca su principi, lasciando libertà. Ogni squadra è un figlio diverso. Higuain? Voglio bene al Pipita, lo sapete, ma dipenderà da lui. C'è una dirigenza che segue giocatori da anni e io ascolterò loro. Loro conoscono tutti meglio di me, forse tranne Higuain, io ho l'obbligo di ascoltare e ascolterò e mi adeguerò perché la riterrei una mancanza di rispetto impormi su una materia che conoscono meglio di me".

 

 

 

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