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L'EX - Buffon: "Juve? Sarri non è rivoluzione, né scommessa, è un percorso inedito"
16.06.2019 11:43

Il portiere Gigi Buffon ha rilasciato un'intervista al Corriere dello Sport: "Il PSG mi aveva proposto a gennaio di rimanere per fare il secondo così ho avuto un po’ di tempo per pensare. Ho deciso però di rifiutare, alla mia età ho bisogno di sentire emozioni. Se poi non riuscirò a trovare un progetto che possa darmele, allora potrò iniziare un anno di formazione, partecipando al corso di direttore sportivo e quello di allenatore. Sapete cosa mi ha fatto male? Leggere in due o tre occasioni che qualche tifoso juventino aveva chiesto di togliere la stella di Conte dopo il suo passaggio all'Inter. Mi sento dentro il mondo Juve, conosco bene i dirigenti, i giocatori, i tifosi e so cosa ha dato e ha rappresentato Antonio. Per la Juve si è speso fino all'ultima goccia di sudore, mettendo tutto se stesso, da giocatore non si è mai risparmiato per il bene della squadra. Da allenatore se 'è caricata sulle spalle e l'ha trascinata al successo con una lucidità totale e senza soluzione di continuità. Tre stagione piene e nessun calo di attenzione e tensione. Ho un rapporto di grande stima e confidenza con Antonio, quando ci incontriamo respiriamo immediatamente fiducia, intimità, rispetto reciproco. E lui è un uomo tendenzialmente diffidente. Le scelte professionali, anche se spiazzanti, non possono sporcare un passato intenso come il suo. Lui non ha mai tradito, non è il tipo che bacia la maglia, aderisce pubblicamente al progetto e poi alimenta i confilli nello spogliatoio o in società. Considero il suo ritorno importante per tutto il sistema, così come quelli di Maldini, Boban, Sarri". Sarri, Ancelotti, Juve. "Ancelotti? Il suo ritorno è dell'anno scorso. Carlo ha una statura internazionale unica, è il pluridecorato, ha alzato il livello del Napoli sul piano dell'appeal, della caratura. Ne ha tratto benefici in primo luogo il club. Sarri come Conte? Vogliamo paragonare i quindici anni di Conte alla Juve con i tre di Sarri al Napoli? Ho toccato con mano la competenza del presidente, di Fabio e Pavel. Chi segue sempre gli stessi percorsi raggiunge sempre gli stessi traguardi e la Juve che cerca la Champions ha voluto tentare la strada della discontinuità, partendo dal presupposto che la squadra è difficilmente migliorabile. Sarri non è rivoluzione, né scommessa. E' un percorso inedito, un'altra storia. Ronaldo e Rabiot? Cristiano non ha scelto l’Italia, ha scelto la Juve, che è una realtà a parte. Ci siamo visti a Torino, Ronaldo è molto altro. Si è posto dei traguardi professionali e personali e ha impostato la sua vita su quelli. E’ un esempio inimitabile. Rabiot? Un giocatore forte e un ragazzo incredibile, un ottimo compagno di squadra. Ha la forza fisica di Pogba, la personalità nel gioco di Vidal e potenzialmente il dinamismo e la capacità di inserimento di Marchisio. Deve migliorare i tempi di ingresso nell’area avversaria, ma può diventare uno da dieci gol campionato".

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