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SERIE A - Scarsa vena realizzativa, così diventa difficile vincere e stare dietro la Juventus
10.02.2019 12:26 Fonte: Salvatore Caiazza per il Roma

Se l’attacco tradisce e si spreca così tanto poi non si può pretendere di vincere e stare dietro la Juve. Meritava il Napoli di portarsi a casa i tre punti ieri pomeriggio contro la Fiorentina. È mancato davvero poco per consumare la vendetta contro la squadra che l’anno scorso ha tolto lo scudetto dal petto degli azzurri. Con un po’ di precisione in più sotto porta e a quest’ora il distacco dalla Juventus sarebbe stato di sei punti. Invece si è ad otto lunghezze di distanza e se oggi la Signora batte il Sassuolo nei diventano nuovamente undici. Bisogna fare, quindi, il tifo per l’amico De Zerbi ma non sorvolare sulla scarsa vena realizzativa dell’attacco partenopeo. Ben quattro le occasioni da gol create. Un po’ il giovane portiere Lafont, un po’ la poca lucidità di Mertens hanno fatto sì che Pioli esultasse al termine della partita. Eppure bastava che Milik, servito da Callejon nel recupero, fosse un po’ più preciso e il colpo sarebbe stata cosa fatta. Quando lo spagnolo ha ricevuto il pallone da Allan e ha visto arrivare il polacco era convinto che sarebbe stato facile esultare. Ed, invece, la sfortuna ha voluto che il pallone finisse a lato di pochi centimetri. Un peccato perché come ha detto Ancelotti sono stati due punti persi dopo una buona prestazione. In trasferta e contro una formazione in forma e un attacco che stava facendo faville (Roma docet). Chiesa e Muriel sono stati limitati da Maksimovic e Koulibaly in maniera esemplare. Giusto un tiro di Veretout ha impegnato Meret che poi è rimasto a guardare. La dietro, quindi, le cose si sono aggiustate e il serbo non ha fatto sentire la mancanza di Albiol che deve risolvere un problema al tendine rotulo. Ieri pomeriggio ci sono state due prime volte su tutte. Insigne definitivamente capitano del Napoli e Fabian erede ufficiale di Hamsik. «Ruiz è diverso da Marek ma credo che con Allan formi una coppia perfetta», ha garantito Ancelotti. Che si deve coccolare lo spagnolo. Non è stato lo stesso visto all’opera con la Lazio l’ex Betis Siviglia ma va chiarito che non ha le qualità dell’ormai vecchio capitano. La manovra è molto più macchinosa perché gioca con un solo piede, il sinistro. Ma giocando spesso può diventare ancora più forte. Inutile adesso stare a recriminare dell’assenza di Hamsik. Sarebbe servita la sua esperienza ma ha deciso di andare in Cina e bisogna rispettare la sua scelta. È stata una settimana molto difficile per lui poiché ad un certo punto De Laurentiis lo ha tolto dal mercato ma domani l’affare dovrebbe andare in porto con il Dalian. Tornando a parlare di calcio giocato va detto che si poteva fare qualcosa in più al Franchi. La prestazione complessiva è stata buona ma si sa che bisogna vincere per completare l’opera. Il Napoli non c’è riuscito. Serve più cinismo sotto porta, se si apre un varco non si può arrivare molli davanti al portiere. Mertens deve interrogarsi su questo suo momento non positivo. Ancelotti lo ha fatto giocare titolare per far tirare il fiato a Milik. Avrebbe potuto togliere gli schiaffi dal viso alla tifoseria napoletana ma davanti a Lafont si è sciolto. Da uno come lui ci si aspetta qualcosa in più. La speranza è che possa svegliarsi il prima possibile. Magari giovedì in Europa League in casa dello Zurigo. Ancelotti ha già dimenticato il campionato subito dopo il fischio finale. Alla domanda se il discorso scudetto si è chiuso di nuovo ha risposto: «Almeno per ora abbiamo recuperato una lunghezza, poi magari la Juve scappa di nuovo in casa del Sassuolo». Ma il programma adesso prevede la sfida internazionale. In una competizione che il Napoli potrebbe anche pensare di vincere viste la forza espressa in Champions. L’importante, però, è segnare perché se giochi bene e non vinci non si arriva lontano.

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