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SERIE A - Troppo distacco dalla Juventus, ma il campionato va onorato lo stesso
11.02.2019 10:37 Fonte: Salvatore Caiazza per il Roma

Rassegnarsi a metà febbraio per la corsa scudetto è uno schiaffo allo sport. E in questo caso al calcio. «Chi non crede allo scudetto va fuori dallo spogliatoio», ha affermato Koulibaly al termine del pareggio in casa della Fiorentina. Il gigante senegalese si è vestito d’autorità sentendosi in dovere di dare una scossa ai suoi compagni di squadra. Serve qualcosa in più per stare al passo della Juventus che ieri pomeriggio ha liquidato il Sassuolo con un tris di reti. Non ci si può limitare ad accontentarsi di un pareggio con la Viola dopo aver avuto ben cinque occasioni nitide da gol. Nessuno vuole pensare che lo 0-0 stia bene a tutti solo perché ci si è resi conto che agguantare la Signora e superarla è una mission impossible. Finché ci sono le partite da giocare ci si deve credere. Certo, gli undici punti attuali sembrano davvero tanti adesso ma il campionato va onorato. Per il bene di tutti. In special modo per quei tifosi che vanno ovunque per sostenere la propria squadra del cuore. Anche De Laurentiis c’è rimasto male in tribuna al Franchi. Credeva di poter dare un dispiacere ai suoi amici e compagni d’affari Della Valle ma alla fine si è dovuto accontentare di un punto che sta molto stretto per quello che si è visto sul terreno di gioco. Ci vuole dunque lo straordinario e non l’ordinario per diventare sempre più forti. Altrimenti la presenza di Ancelotti è inutile. L’esperto allenatore è stato scelto perché si deve fare il grande salto di qualità. Si dirà che per farlo servono i campioni. Ed è anche giusto. Ma se poi non si vincono partite come quelle di Firenze è uno spreco non da poco. Certamente si dovevano creare i presupposti per avere un attaccante capace di fare la differenza nei momenti opportuni. Carletto ha un reparto offensivo forte che, però, nei momenti topici non viene fuori. È successo con il Liverpool al ritorno. Si è ripetuto a Milano con l’Inter e con il Milan. E adesso con la Fiorentina. Mertens deve sbrigarsi a trovare il ritmo della gestione Sarri. Altrimenti rimane fuori dai giochi. Già Ancelotti vede di più la coppia Milik-Insigne. Se poi lui quando viene chiamato in causa sbaglia l’impossibile allora davvero viene da pensare che anche il suo ciclo in azzurro è finito. Già se ne voleva andare ad agosto. Poi è rimasto per giocarsi eventualmente l’ultima stagione a grandi livelli prima di andare pure lui in Cina ad arricchirsi ancora di più. Così come è giusto che sia vista l’età che avanza. Dries è forte ma ultimamente non sta piacendo perché arriva sotto porta senza la lucidità giusta per battere il portiere avversario. Eppure di estremi difensori ne ha fatti fuori negli ultimi anni. Davanti a Lafont si è sciolto incredibilmente come neve al sole. È apparso un ragazzino alle prime armi che non sapeva come spiazzare l’avversario. Nella seconda occasione aveva tutta la porta a disposizione ed invece di sfondarla c’è andato moscio permettendo al ragazzino di superarsi e salvare il risultato. La bella notizia del pomeriggio di Firenze è che Allan è tornato a fare Allan. Il brasiliano si è scrollato di dosso l’amarezza del mancato passaggio al Psg e ha ricominciato a lottare come un guerriero. Arrabbiandosi con i compagni quando si permetteva troppo alla Fiorentina nella propria area di rigore. Adesso che c’è lui si va alla grande pure in difesa. Dove per la seconda gara consecutiva, contro un altro grande attacco, non si è preso gol. Maksimovic e Koulibaly si trovano a meraviglia e Meret, quelle poche volte che viene impegnato, sa come comportarsi tra i pali. Adesso non resta altro che aspettare l’Europa League per capire che cosa si vuole da questa competizione. Di sicuro lo Zurigo non è l’avversaria giusta per valutare il Napoli europeo ma una bella vittoria farebbe dimenticare subito Firenze.

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