Dopo la vittoria in Champions col Bodo/Glimt, la Juve riparte anche in campionato grazie al talento cristallino di Yildiz. Al netto della doppietta del turco che ha ribaltato il risultato, trascinato la squadra e deciso il match, il successo col Cagliari però si porta dietro anche qualche dubbio importante sulle opzioni in attacco della banda di Spalletti. Detto che questa Juve sembra ormai Yildiz-dipendente, infatti, l'infortunio di Vlahovic apre scenari un po' preoccupanti sulla potenza di fuoco bianconera.
Gli ingressi col Cagliari di David, troppo leggero, impreciso e insicuro nelle giocate, e di Openda, scarico e deconcentrato, hanno confermato la sensazione di una situazione piuttosto complicata da gestire nell'immediato per quanto riguarda le alternative al centro del reparto offensivo. Problema con cui Spalletti, senza Dusan a disposizione e con Conceiçaò brillante nello stretto ma poco incisivo sottoporta, dovrà certamente fare i conti e a cui dovrà trovare una soluzione a breve termine.
Magari mescolando le carte dal punto di vista tattico davanti, ma prestando anche molta attenzione alla scelta dei singoli da piazzare sulle corsie esterne. Se da una parte McKennie ha dimostrato di essere un jolly prezioso in grado di dare ritmo, equilibrio e imprevedibilità alla manovra, la brutta prestazione di Kostic col Cagliari, ad esempio, ha confermato che il serbo va utilizzato soprattutto quando ha pochi compiti di copertura e di fronte avversari con meno gamba di lui.
Certo, in casa Juve qualcosa va ancora registrato anche in mediana nella velocità del giropalla e nel gioco in verticale, ma l'inserimento di Miretti nelle rotazioni e la duttilità di Cambiaso dentro al campo potrebbero essere opzioni interessanti nello sviluppo del gioco di Spalletti. Tutto cercando di mantenere ovviamente solida la fase difensiva, con Kalulu abile a gestire con efficacia entrambe le fasi, Kelly impegnato a partecipare anche alla costruzione dal basso e Koopmeiners sempre più a suo agio nel ruolo di braccetto. Alla Continassa il cantiere Juve è ancora aperto e la classifica dice ancora settimo posto.
di Redazione
30/11/2025 - 17:00
Dopo la vittoria in Champions col Bodo/Glimt, la Juve riparte anche in campionato grazie al talento cristallino di Yildiz. Al netto della doppietta del turco che ha ribaltato il risultato, trascinato la squadra e deciso il match, il successo col Cagliari però si porta dietro anche qualche dubbio importante sulle opzioni in attacco della banda di Spalletti. Detto che questa Juve sembra ormai Yildiz-dipendente, infatti, l'infortunio di Vlahovic apre scenari un po' preoccupanti sulla potenza di fuoco bianconera.
Gli ingressi col Cagliari di David, troppo leggero, impreciso e insicuro nelle giocate, e di Openda, scarico e deconcentrato, hanno confermato la sensazione di una situazione piuttosto complicata da gestire nell'immediato per quanto riguarda le alternative al centro del reparto offensivo. Problema con cui Spalletti, senza Dusan a disposizione e con Conceiçaò brillante nello stretto ma poco incisivo sottoporta, dovrà certamente fare i conti e a cui dovrà trovare una soluzione a breve termine.
Magari mescolando le carte dal punto di vista tattico davanti, ma prestando anche molta attenzione alla scelta dei singoli da piazzare sulle corsie esterne. Se da una parte McKennie ha dimostrato di essere un jolly prezioso in grado di dare ritmo, equilibrio e imprevedibilità alla manovra, la brutta prestazione di Kostic col Cagliari, ad esempio, ha confermato che il serbo va utilizzato soprattutto quando ha pochi compiti di copertura e di fronte avversari con meno gamba di lui.
Certo, in casa Juve qualcosa va ancora registrato anche in mediana nella velocità del giropalla e nel gioco in verticale, ma l'inserimento di Miretti nelle rotazioni e la duttilità di Cambiaso dentro al campo potrebbero essere opzioni interessanti nello sviluppo del gioco di Spalletti. Tutto cercando di mantenere ovviamente solida la fase difensiva, con Kalulu abile a gestire con efficacia entrambe le fasi, Kelly impegnato a partecipare anche alla costruzione dal basso e Koopmeiners sempre più a suo agio nel ruolo di braccetto. Alla Continassa il cantiere Juve è ancora aperto e la classifica dice ancora settimo posto.