A "1 Football Club", programma radiofonico condotto da Luca Cerchione in onda su 1 Station Radio, è intervenuta Rosa Monopoli, giornalista del quotidiano Il Mattino.
"Non sappiamo i dettagli dello stato influenzale, poteva avere 39,5 o addirittura 40 gradi, quindi non conosciamo con precisione le sue condizioni. Credo, però, che se avesse avuto anche un minimo di forza per poter competere e scendere in campo, Højlund lo avremmo sicuramente visto. Per quanto riguarda Lucca, invece, quanta fiducia dobbiamo dare a questo ragazzo? Quanto tempo dobbiamo ancora concedergli? Sto leggendo commenti di persone che definiscono Lucca uno dei migliori in campo soltanto per aver fatto un colpo di testa.Lucca è alto 201 centimetri: se non fa lui quei colpi di testa in area, chi li deve fare, Politano?".
La prestazione di Lucca è stata non soltanto insufficiente, ma anche imbarazzante. Mi assumo la responsabilità di ciò che sto dicendo: non è mai riuscito, e sottolineo mai, a tenere un pallone spalle alla porta, né a far salire i compagni. A parte quella conclusione, non ha mai tirato in porta. Tutto questo, ovviamente, si traduce in un Napoli sterile. Le faccio una provocazione, per lei sarebbe stato meglio rischiare un Højlund influenzato oppure schierare Lorenzo Lucca dal primo minuto?
"Sarebbe stato meglio provare Giovane come falso nueve. Mettere in campo Højlund in condizioni fisiche non adeguate assolutamente no. Non sono d'accordo, perché sì, è un professionista, ma è anche un essere umano. Se è influenzato e non riesce a correre, ci sta che non giochi. Altrimenti si rischia di andare incontro a conseguenze anche più gravi rispetto a un semplice stato influenzale. Non sono d'accordo, invece, con la scelta di Allegri di schierare Lucca dal primo minuto, perché fino a oggi non ha mai dato garanzie e non ha mai fornito risposte positive. Ieri lo abbiamo visto a terra quattro o cinque volte, anche in occasione di alcuni falli subiti. Al di là dell'arbitraggio, però, un giocatore deve competere con l'avversario: non può buttarsi a terra al primo contatto. A maggior ragione quando sai che l'arbitraggio è quello che è. Devi essere competitivo, correre e prenderti il pallone. In questo modo fai giocare una squadra senza un vero centravanti. Dobbiamo quindi rivedere ancora Lucca in campo? Dobbiamo continuare a vedere il Napoli giocare praticamente in dieci? Purtroppo l'errore a monte è stato acquistarlo. È uno dei tanti errori che ci hanno portato ad avere una rosa anziana, che non è stata adeguatamente rinnovata. Il direttore sportivo Manna non è riuscito a svecchiarla perché nelle casse del Napoli non c'era liquidità.
Vorrei un Suo parere sulla vicenda del fallo di Koopmeiners su Anguissa: era da espulsione?
"Secondo me sì, lì c'era il rosso, assolutamente. Odio parlare ancora di episodi arbitrali il giorno dopo le partite, perché il calcio è in continua evoluzione, ma ci sono ancora persone e componenti del sistema che non riescono a stare al passo con questi cambiamenti. Se ci sono troppi richiami al VAR, non va bene. Se ci sono arbitri che si rendono responsabili di decisioni discutibili. Non va bene. Allora, qual è la soluzione? Dove si trova l'equilibrio? Non possiamo continuare a parlare sempre degli stessi episodi. Il Napoli è in crisi, d'accordo, ma non possiamo concentrarci soltanto sulle difficoltà degli azzurri quando c'è stato anche un arbitraggio discutibile. Chissà, se fosse arrivato quel cartellino rosso, la partita sarebbe stata diversa. Probabilmente sì, ma non siamo qui a parlare di ipotesi".
Ho parlato di partita falsata proprio in relazione a questo episodio, perché in quel momento si stava ancora discutendo dell'eventuale predominio della Juventus e le due squadre si stavano studiando. Ho esagerato?
"Non hai esagerato. Ripeto, sono d'accordo con te quando parli del cartellino rosso. Ci sono diversi temi da affrontare, sia per quanto riguarda la prestazione del Napoli sia per gli episodi arbitrali. Secondo me è stata una gara falsata. Spalletti ha regalato uno Scudetto al Napoli, ma il Napoli ha regalato a Spalletti una permanenza, forse temporanea, alla Juventus. Questo è il punto. C'erano sicuramente grandi aspettative per la partita di ieri e non ci si aspettava una prestazione del genere. Ma che Juventus abbiamo visto? Una squadra che, secondo me, è qualitativamente inferiore al Napoli. Gli azzurri, invece, hanno pagato gli infortuni, che non c'entrano nulla con Conte o con la sua gestione. Stiamo parlando di influenza, distorsioni, febbre e risentimenti muscolari di calciatori over 30, che possono sicuramente andare incontro a recidive. Non possiamo quindi continuare a chiederci di chi sia la colpa o a tirare in ballo Conte. Stiamo parlando di un altro campionato e della gestione attuale, ma è anche vero che bisogna considerare ciò che Conte ha lasciato".
In tanti ci scrivono che la Juventus avrebbe dovuto beneficiare di un calcio di rigore. È d'accordo? Qualora lo fosse, ricordiamo che quell'episodio non cancella il precedente errore, ovvero la mancata espulsione di Koopmeiners.
"Mi dispiace che si continui a parlare di questi episodi. Molto probabilmente, però, la Juventus è stata graziata parecchie volte: non è stato concesso il secondo cartellino giallo, che avrebbe comportato un'espulsione. Quindi, di cosa parliamo? Torniamo sempre sugli stessi argomenti. Adesso, però, preferisco concentrarmi sul Napoli e cercare di capire come affronterà il Porto e come si presenterà domenica contro la Lazio. Quest'ultima, secondo il mio punto di vista, è attualmente la squadra che ha dimostrato di essere più competitiva e di avere maggiore qualità rispetto alle altre. Non lo dico soltanto perché è prima in classifica. Se la paragono anche all'Inter, non reputo i nerazzurri, in questo momento, allo stesso livello della Lazio".
Il suo parere sulla prestazione di Luca Marianucci?
"Marianucci ha giocato molto, molto bene. Aveva in mano la regia della difesa durante il primo tempo: sembrava davvero un regista arretrato. Ha dimostrato carattere e qualità tecnica. Quando, però, viene snaturato, non è più il Marianucci che abbiamo visto nella prima frazione di gioco. Da centrale, Marianucci è una garanzia, assolutamente. Con un allenatore come Conte, per esempio, secondo me non lo avremmo visto in campo. Lo stesso discorso vale per Vergara e Ambrosino. Non dimentichiamo la lite dello scorso anno a Castel Volturno che coinvolse Marianucci, Vergara e Ambrosino. Conte aveva una filosofia diversa e prediligeva i giocatori con esperienza, mettendo un po' da parte i giovani. Non puntava molto su di loro. Adesso è giusto che questi ragazzi possano dimostrare il proprio valore. Bisogna però fare attenzione quando si cerca di adattare Marianucci al ruolo di terzino, perché si rischia di snaturarlo. Peccato non poterlo vedere contro il Porto, perché non è in lista".