mercoledì 21 ottobre 2020, ore
IN VETRINA
G-FACTOR - G. Lucariello su "NM": "Gattuso ama il calcio semplice"
26.09.2020 19:14

NAPOLI - Un passo per volta con impegno, carattere e fiducia e con tutti gli altri elementi positivi del gioco più bello del mondo che purtroppo tra presidenti, procuratori, istituzioni vecchiotte e pandemia, si fa a gara per distruggerlo: e nel gran ballo rientrano pure tecnici e allenatori ad ogni livello, soprattutto quelli che frugando nell’alto dei cieli trovano nuove formule del divino pallone che cercano di imporre per fare strada. Per nostra fortuna – e del Napoli s’intende – Gennarino Gattuso non è così. Lui ama il calcio semplice e di qualche annetto fa, limpido, vincente e perché no, anche spettacolare. Beh, qualcosina gli andrebbe detto per il primo tempo di Parma, quando gli azzurri hanno riproposto il tiki-taka noioso, scaduto e improduttivo del peggiore periodo sarriano, però Ringhio va anche e soprattutto complimentato per quel secondo tempo in cui ha immesso Osimhen, stravolgendo la squadra che è salita di livello, ha sfoderato un gioco di primissima fattura e vinto la gara con i ducali, risolvendo quell’annoso problema del gol che da tempo immemore affligge il Napoli. Napoli che per l’allenatore calabrese – partita dopo partita – dovrà migliorare nei suoi passi in avanti: il Parma la scorsa settimana, poi il Genoa e infine Madama la Juve nel prossimo futuro, cioè alla terza giornata. Tutto questo mentre la piazza si è scatenata nel suggerire – ed a volte nel voler imporre – a Gattuso scelte e strategie che l’interessato per suo costume non si sogna nemmeno di ascoltare e nemmeno dedica la sua attenzione quando al di là delle voci del popolo, sono i Sapientoni in tv e attraverso altri mezzi di comunicazione a lanciarsi nelle loro argomentazioni strategiche. C’è chi punta sui due centrali di centrocampo Fabian Ruiz e Zielinski con Demme centrale o con Lobotka, c’è chi vuole il Tridente con i due “piccoletti” Insigne e Mertens alle spalle di Osimhen, chi invece preferisce il ricostruito Lozano a destra e chi in difesa si batte e urla per indurre il Napoli a non cedere Koulibaly, per nulla al mondo. Ma su questo terreno c’è poco da fare, decide il club, decide cioè don Aurelio che sul tavolo davanti a sé giostra con le sue carte. E si sa, il patron vuole vincere sempre, soprattutto negli affari del calciomercato. Ne sanno qualcosa e di più in più particolari alcuni procuratori che stanno cercando di risolvere il caso Milik che per De Laurentiis rappresenta anche una questione di principio. E’ da tempo che con il polacco è in corso una diatriba. Di contorno c’è anche il rinnovo del contratto che Gattuso non firmerà mai alle condizioni di Aurelio che vuole imporre una penale in caso di addio anticipato da parte del tecnico, il quale capatosta com’è anche lui, potrebbe salutare tutti quanti alla fine della stagione. Nel quaderno degli appunti del presidente c’è pure in qualche paginetta più riservata il nome di Fabian Ruiz, quotato tra i sessanta e gli ottanta milioni. Potrebbe costituire proprio lui la sorpresa del calciomercato del Napoli dell’ultimo momento. Ma c’è dell’altro ancora: un capitoletto che riguarda la Vecchia Signora, l’attaccante Suarez e l’Università di Perugia, di cui si stanno interessando le istituzioni disciplinari del mondo del pallone. Pensiamo però che sarà meglio evitare di soffermarsi troppo su questa storia che come tante altre finirà sicuramente “a tarallucce e vino”, scommettiamo?

 

 

Gianfranco Lucariello

 

Napoli Magazine

 

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