martedì 11 agosto 2020, ore
L'ANGOLO
ADL - De Laurentiis: "Quarto posto? Ci proviamo, il discorso al centro del campo? Ho promesso di pagare lo stipendio di marzo bloccato da norme vincolanti, Gattuso? Chiamai prima Allegri, ecco cosa mi disse, Meret è grandissimo, prima della finale gli ho detto..."
19.06.2020 11:17

NAPOLI - Aurelio De Laurentiis, presidente del Napoli, ha rilasciato un'intervista al Corriere dello Sport dopo la vittoria della Coppa Italia: "Ipotesi piazzamento al quarto posto? Non è semplice, non è impossibile. La distanza è notevole ma il Napoli che ha vinto la Coppa Italia ha battuto nell’ordine Lazio, Inter e Juventus. Ci proviamo, anche perché il quarto posto cambierebbe pure gli scenari futuri. Non sappiamo quale sarà il contesto economico nel quale andranno inserite eventuali cessioni, né i parametri che la tendenza del mercato imporrà per gli acquisti. Contare sui diritti Champions ti toglie questa ansia da dosso. Il discorso al centro del campo con Gattuso? Potrei tacere, visto che non l'avete registrato. Non ho fatto nulla di eclatante, ho solo ribadito che manterrò la promessa: pagare lo stipendio di marzo, bloccato ancora da norme vincolanti e da accordi generali da trovare. E poi penserò a qualcosa di simbolico, che resti come ricordo. Futuro di Gattuso? Ci siamo già incontrati prima della gara, abbiamo chiacchierato come al solito, non avremo problemi a far convergere le nostre idee. Ci siamo presi subito, ha avuto un effetto immediato su questa squadra che per me è fortissima. Non lo dico da oggi, non sono neanche io a dirlo: è il campo che lo sostiene. L’anti-Juventus siamo stati noi in questi anni, per quel che abbiamo vinto e per quello che abbiamo rischiato di vincere. Ho l’abitudine di fare valutazioni ampie e volevo sentire sia Allegri che Gattuso. Chiamai prima Allegri, con cui ho un rapporto diretto e di stima da anni e quando gli telefonai fu onesto e mi disse: Aurelio, sto fermo, ne ho bisogno, non c’è preclusione assoluta, perché avete realizzato un progetto straordinario. E poi noi due ci vogliamo bene. Ma ho deciso di starmene un po’ tranquillo. Chiamai Rino, come da copione, e venne a Roma: e adesso eccoci qua. Se ora annuncerò i rinnovi di Zielinski e Maksimovic? Voi giornalisti avete sempre tanta fretta. Neanche il tempo di ufficializzare quello di Mertens e già siete lì a pressare. Fatemi godere questo successo, la bella partita di Meret, che è grandissimo: glielo ho detto prima della finale, tra i pali sei un gigante ma devi solo acquisire la capacità di rilancio di Reina od Ospina. Ripartenza del calcio? A un certo punto eravamo rimasti io, Gravina, Dal Pino, Lotito e pochi altri. Una minoranza come se il calcio fosse nostro. Invece è di tutti, e la Coppa Italia è stato uno spot ma anche un’occasione persa per riportare un po’ di gente allo stadio. Spero accada dal primo luglio. Champions? I sogni sono il motore della vita. Possiamo andarcela a giocare a Barcellona, e mi auguro persino che per agosto il Camp Nou possa essere riaperto, perché sarebbe uno spettacolo. Siamo sereni, convinti delle nostre possibilità, poi passi il migliore. Ma i quarti di finale a Lisbona sono elettrizzanti... Esonero di Ancelotti la fine di un ciclo? No. Sono sempre lucido nelle mie scelte, non agisco mai d’istinto e, anzi, nelle difficoltà, viene fuori la parte razionale e ragionevole di me. Mi assumo sempre le mie responsabilità, ci metto la faccia, l’ho fatto anche quando ho dovuto separarmi da Ancelotti: in tanti pensavano stessi sbagliando, Carlo stesso me lo disse, però evidentemente non è stato così. Era necessario quell’intervento".

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