“Non posso immaginare la Juve fuori dalla Champions. Obiettivi? Scrivere il mio nome nella storia di questo club“. In un’intervista a Il Corriere della Sera, Gleison Bremer ha espresso tutto il suo attaccamento alla maglia della Juventus. Il difensore ha esordito commentando la sconfitta in campionato contro il Cagliari: “Se non vinci ti arrabbi sempre, e magari dobbiamo essere più bravi sui cross, anche noi a saltare. Ma pensi anche che un certo lavoro è stato fatto e che, se giochi così, in futuro girerà bene“.
Il difensore ha parlato del suo allenatore Luciano Spalletti. Negli scorsi giorni, l’ex CT della Nazionale ha dichiarato che il brasiliano “gioca con il dosatore“. A riguardo Bremer ha dichiarato: “Dice che devo essere più incisivo e che devo prendermi più rischi, e ha ragione. Diciamo che, dopo due infortuni, pensi che non puoi sempre giocare sulla forza e sulla velocità, ma devi sfruttare anche le letture difensive: una cosa sulla quale sto migliorando, studiando l’avversario, grazie allo staff della Juve che lavora sui video e a un match analyst che mi segue“.
Agli inizi, Bremer giocava da attaccante. Poi cambiò ruolo dopo il discorso di un allenatore: “Ho iniziato da attaccante, tutti i bambini vogliono fare gol; poi un allenatore delle giovanili del San Paolo mi fa: ‘Se giochi in difesa, potrai fare il calciatore. Era il mio sogno’ “.
Il classe 1997 ha trascorso un lungo periodo lontano dal campo a causa della lesione al crociato e il conseguente intervento chirurgico. Durante i mesi fermo ai box, Bremer ha coltivato i suoi hobby: “Ho imparato a suonare la chitarra, mia vecchia passione, e ho passato più tempo con la famiglia. Ogni tanto, mia figlia Agata, 5 anni, mi diceva: “Papà, non farti più male”. E poi, i libri. “L’arte della guerra” e i saggi di filosofia, Aristotele soprattutto: autori avanti di testa, che hanno visioni e pensieri profondi”. E ancora: “Durante la riabilitazione ho letto le storie di Baggio e di Del Piero: volevo capire come si fa a ritornare dopo un grave infortunio“.
Bremer ha fissato l’obiettivo della squadra bianconera: “Non posso immaginare la Juve fuori dalla Champions“. Il brasiliano ha vissuto le partite giocate con la fascia da capitano al braccio come un momento “bellissimo, non si può spiegare“. Il difensore ha raccontato che la sua voglia di vincere con il club è alimentata dai trofei che splendono nel J-Museum: “Ti ricorda cos’è questa squadra e dove vogliamo tornare“.
Il difensore ha fissato un obiettivo da raggiungere con la Juventus: “Vincere e scrivere il mio nome nella storia del club“. E uno con la Nazionale: “Devo fare bene. Ancelotti è un grande allenatore e so che guarda anche all’Europa“.
di Redazione
20/01/2026 - 14:56
“Non posso immaginare la Juve fuori dalla Champions. Obiettivi? Scrivere il mio nome nella storia di questo club“. In un’intervista a Il Corriere della Sera, Gleison Bremer ha espresso tutto il suo attaccamento alla maglia della Juventus. Il difensore ha esordito commentando la sconfitta in campionato contro il Cagliari: “Se non vinci ti arrabbi sempre, e magari dobbiamo essere più bravi sui cross, anche noi a saltare. Ma pensi anche che un certo lavoro è stato fatto e che, se giochi così, in futuro girerà bene“.
Il difensore ha parlato del suo allenatore Luciano Spalletti. Negli scorsi giorni, l’ex CT della Nazionale ha dichiarato che il brasiliano “gioca con il dosatore“. A riguardo Bremer ha dichiarato: “Dice che devo essere più incisivo e che devo prendermi più rischi, e ha ragione. Diciamo che, dopo due infortuni, pensi che non puoi sempre giocare sulla forza e sulla velocità, ma devi sfruttare anche le letture difensive: una cosa sulla quale sto migliorando, studiando l’avversario, grazie allo staff della Juve che lavora sui video e a un match analyst che mi segue“.
Agli inizi, Bremer giocava da attaccante. Poi cambiò ruolo dopo il discorso di un allenatore: “Ho iniziato da attaccante, tutti i bambini vogliono fare gol; poi un allenatore delle giovanili del San Paolo mi fa: ‘Se giochi in difesa, potrai fare il calciatore. Era il mio sogno’ “.
Il classe 1997 ha trascorso un lungo periodo lontano dal campo a causa della lesione al crociato e il conseguente intervento chirurgico. Durante i mesi fermo ai box, Bremer ha coltivato i suoi hobby: “Ho imparato a suonare la chitarra, mia vecchia passione, e ho passato più tempo con la famiglia. Ogni tanto, mia figlia Agata, 5 anni, mi diceva: “Papà, non farti più male”. E poi, i libri. “L’arte della guerra” e i saggi di filosofia, Aristotele soprattutto: autori avanti di testa, che hanno visioni e pensieri profondi”. E ancora: “Durante la riabilitazione ho letto le storie di Baggio e di Del Piero: volevo capire come si fa a ritornare dopo un grave infortunio“.
Bremer ha fissato l’obiettivo della squadra bianconera: “Non posso immaginare la Juve fuori dalla Champions“. Il brasiliano ha vissuto le partite giocate con la fascia da capitano al braccio come un momento “bellissimo, non si può spiegare“. Il difensore ha raccontato che la sua voglia di vincere con il club è alimentata dai trofei che splendono nel J-Museum: “Ti ricorda cos’è questa squadra e dove vogliamo tornare“.
Il difensore ha fissato un obiettivo da raggiungere con la Juventus: “Vincere e scrivere il mio nome nella storia del club“. E uno con la Nazionale: “Devo fare bene. Ancelotti è un grande allenatore e so che guarda anche all’Europa“.