"Il gol l’ho rivisto una marea di volte e la notte praticamente non ho dormito. In genere si dorme poco quando si gioca di sera. Stavolta mettici l’adrenalina, l’emozione, sensazioni forti: notte quasi in bianco": parola di Vasilije Adžic. Il centrocampista del Sassuolo, che lo scorso 13 settembre ha deciso la sfida contro la Juventus grazie al suo gol del 3-2, ha parlato alla Gazzetta dello Sport. "Aspettavo tanto questa partita. Non vedevo l’ora di giocarla per dimostrare le mie qualità".
Arrivato dalla Juventus con la formula del prestito, con il rientro in bianconero previsto per il 30 giugno 2027, il classe 2006 ha raccontato anche un retroscena: "Ho incrociato Spalletti prima della partita. Dopo aver salutato Aquilani, mi è venuto a cercare in panchina, gli sono andato incontro e mi ha fatto i complimenti per come ho cominciato la stagione - e aggiunge - Mi ha fatto piacere, lo ringrazio".
Due gol e un assist in questa prima parte di campionato. Ma la rete contro la squadra con cui si è allenato fino a poche settimane fa ha tutto un altro peso. "Sentivo che qualcosa era nell’aria… l’idea del gol mi girava dentro la testa. Le sensazioni dopo il 3-2? Difficili da spiegare. Con loro ho giocato per due anni. Io cerco sempre di andare al massimo indipendentemente da chi ho di fronte".
A credere nel talento del giovane montenegrino è stato un corteggiamento partito da lontano: "Il club mi voleva già a gennaio. Poi mi hanno seguito anche in estate. C’è un dettaglio che ha fatto la differenza: il direttore Palmieri è venuto a Torino per parlarmi e fare una video-chiamata con Aquilani che mi ha spiegato in maniera molto chiara il suo progetto e il ruolo che avrei avuto. A quel punto la scelta è stata facile. Devo dire che il gesto di Palmieri mi ha colpito, non è da tutti".
E aggiunge: "Sono rimasto colpito dalla mentalità di Aquilani. Mi piace perché lavora tanto sui giovani, li sa far crescere come dimostra la sua carriera da allenatore".
Seguendo i consigli di un leader: "Berardi? Nei confronti di 'Dome' provo ammirazione e rispetto. Ha segnato più di 130 gol in Serie A, ha vinto un Europeo e poi ha giocato sempre e solo in questo club. Lo volevano tutti, ma è rimasto qui. Da lui c’è solo da imparare".
di Redazione
17/09/2026 - 13:06
"Il gol l’ho rivisto una marea di volte e la notte praticamente non ho dormito. In genere si dorme poco quando si gioca di sera. Stavolta mettici l’adrenalina, l’emozione, sensazioni forti: notte quasi in bianco": parola di Vasilije Adžic. Il centrocampista del Sassuolo, che lo scorso 13 settembre ha deciso la sfida contro la Juventus grazie al suo gol del 3-2, ha parlato alla Gazzetta dello Sport. "Aspettavo tanto questa partita. Non vedevo l’ora di giocarla per dimostrare le mie qualità".
Arrivato dalla Juventus con la formula del prestito, con il rientro in bianconero previsto per il 30 giugno 2027, il classe 2006 ha raccontato anche un retroscena: "Ho incrociato Spalletti prima della partita. Dopo aver salutato Aquilani, mi è venuto a cercare in panchina, gli sono andato incontro e mi ha fatto i complimenti per come ho cominciato la stagione - e aggiunge - Mi ha fatto piacere, lo ringrazio".
Due gol e un assist in questa prima parte di campionato. Ma la rete contro la squadra con cui si è allenato fino a poche settimane fa ha tutto un altro peso. "Sentivo che qualcosa era nell’aria… l’idea del gol mi girava dentro la testa. Le sensazioni dopo il 3-2? Difficili da spiegare. Con loro ho giocato per due anni. Io cerco sempre di andare al massimo indipendentemente da chi ho di fronte".
A credere nel talento del giovane montenegrino è stato un corteggiamento partito da lontano: "Il club mi voleva già a gennaio. Poi mi hanno seguito anche in estate. C’è un dettaglio che ha fatto la differenza: il direttore Palmieri è venuto a Torino per parlarmi e fare una video-chiamata con Aquilani che mi ha spiegato in maniera molto chiara il suo progetto e il ruolo che avrei avuto. A quel punto la scelta è stata facile. Devo dire che il gesto di Palmieri mi ha colpito, non è da tutti".
E aggiunge: "Sono rimasto colpito dalla mentalità di Aquilani. Mi piace perché lavora tanto sui giovani, li sa far crescere come dimostra la sua carriera da allenatore".
Seguendo i consigli di un leader: "Berardi? Nei confronti di 'Dome' provo ammirazione e rispetto. Ha segnato più di 130 gol in Serie A, ha vinto un Europeo e poi ha giocato sempre e solo in questo club. Lo volevano tutti, ma è rimasto qui. Da lui c’è solo da imparare".