NAPOLI - Cambiare modulo. Forse è davvero arrivato il momento di fare questo passo. La fragilità della difesa e la sterilità dell’attacco sono due caratteristiche emerse nella prima parte della stagione - in campionato il Napoli ha realizzato due vittorie, due sconfitte e un pareggio e in Champions ha perso l’unica gara fin qui disputata con l’Arsenal al Maradona – e dunque Allegri deve necessariamente trovare il modo per invertire la tendenza manifestata da questi due reparti. La soluzione che sembrerebbe più praticabile è il passaggio dal 4-3-3 al 3-4-2-1. Nei fatti come si potrebbe presentare questo ‘nuovo’ Napoli? Dovendo scegliere tre difensori centrali da mandare in campo, l’allenatore potrebbe contare su una certa abbondanza. In attesa di Buongiorno (perché torni disponibile sarà necessario aspettare l’anno nuovo), infatti, sono arruolabili in quel settore del terreno di gioco Rrahmani, Di Lorenzo, Rafa Marin, Olivera, Beukema, Marianucci e Badiashile. Gli ultimi tre fino a ora non sono praticamente mai stati disponibili ma, a quanto pare, alla ripresa del campionato, dopo la sosta per gli impegni delle Nazionali, Allegri potrebbe averli a disposizione. Dei quattro centrocampisti, due e cioè quelli impiegati sugli esterni, sarebbero in effetti difensori prestati a una zona del campo diversa. Le opzioni, in questo caso, riguardano Favasuli (ed eventualmente lo stesso Di Lorenzo) a destra e Spinazzola ed Olivera a sinistra. I due centrocampisti veri sarebbero da scegliere in un lotto di calciatori comprendente Lobotka, Gilmour, Anguissa e, in caso di necessità anche McTominay. E veniamo alle due sottopunte. Allegri potrebbe affidare il ruolo a un nugolo di calciatori: De Bruyne, Vergara, McTominay, Neres, Alisson, Lang, Politano e Giovane. Sulle punte, ovviamente, c’è poco da sforzare la fantasia perché gli unici adatti a quel ruolo sono Hojlund e Lucca, a meno che il tecnico non pensi alla soluzione di utilizzare o Neres o Giovane come falso nueve. Potrebbe funzionare meglio di quello visto fino a ora un Napoli così organizzato tatticamente? Una risposta certa non c’è ma sicuramente ad Allegri spetta il compito di provare soluzioni nuove e diverse e quella del 3-4-2-1 potrebbe essere adatta alle necessità della squadra e soprattutto alle caratteristiche degli uomini della rosa. A tale scopo servirebbe qualche amichevole per poter testare la nuova configurazione della squadra. Gli allenamenti che si susseguono a Castel Volturno sono importanti ma le assenze dei tanti nazionali al momento sparsi in giro per l’Europa e per il mondo non facilitano il compito dell’allenatore. E in casi come questi il toro va affrontato per le corna. Prima si mette mano al problema e maggiori sono le possibilità di vedere sin dal momento della ripresa del campionato, il prossimo 10 ottobre quando il Napoli ospiterà al Maradona il pericolosissimo Frosinone, una squadra diversa e più performante.

Mario Zaccaria
Napoli Magazine
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di Redazione
29/09/2026 - 07:15
NAPOLI - Cambiare modulo. Forse è davvero arrivato il momento di fare questo passo. La fragilità della difesa e la sterilità dell’attacco sono due caratteristiche emerse nella prima parte della stagione - in campionato il Napoli ha realizzato due vittorie, due sconfitte e un pareggio e in Champions ha perso l’unica gara fin qui disputata con l’Arsenal al Maradona – e dunque Allegri deve necessariamente trovare il modo per invertire la tendenza manifestata da questi due reparti. La soluzione che sembrerebbe più praticabile è il passaggio dal 4-3-3 al 3-4-2-1. Nei fatti come si potrebbe presentare questo ‘nuovo’ Napoli? Dovendo scegliere tre difensori centrali da mandare in campo, l’allenatore potrebbe contare su una certa abbondanza. In attesa di Buongiorno (perché torni disponibile sarà necessario aspettare l’anno nuovo), infatti, sono arruolabili in quel settore del terreno di gioco Rrahmani, Di Lorenzo, Rafa Marin, Olivera, Beukema, Marianucci e Badiashile. Gli ultimi tre fino a ora non sono praticamente mai stati disponibili ma, a quanto pare, alla ripresa del campionato, dopo la sosta per gli impegni delle Nazionali, Allegri potrebbe averli a disposizione. Dei quattro centrocampisti, due e cioè quelli impiegati sugli esterni, sarebbero in effetti difensori prestati a una zona del campo diversa. Le opzioni, in questo caso, riguardano Favasuli (ed eventualmente lo stesso Di Lorenzo) a destra e Spinazzola ed Olivera a sinistra. I due centrocampisti veri sarebbero da scegliere in un lotto di calciatori comprendente Lobotka, Gilmour, Anguissa e, in caso di necessità anche McTominay. E veniamo alle due sottopunte. Allegri potrebbe affidare il ruolo a un nugolo di calciatori: De Bruyne, Vergara, McTominay, Neres, Alisson, Lang, Politano e Giovane. Sulle punte, ovviamente, c’è poco da sforzare la fantasia perché gli unici adatti a quel ruolo sono Hojlund e Lucca, a meno che il tecnico non pensi alla soluzione di utilizzare o Neres o Giovane come falso nueve. Potrebbe funzionare meglio di quello visto fino a ora un Napoli così organizzato tatticamente? Una risposta certa non c’è ma sicuramente ad Allegri spetta il compito di provare soluzioni nuove e diverse e quella del 3-4-2-1 potrebbe essere adatta alle necessità della squadra e soprattutto alle caratteristiche degli uomini della rosa. A tale scopo servirebbe qualche amichevole per poter testare la nuova configurazione della squadra. Gli allenamenti che si susseguono a Castel Volturno sono importanti ma le assenze dei tanti nazionali al momento sparsi in giro per l’Europa e per il mondo non facilitano il compito dell’allenatore. E in casi come questi il toro va affrontato per le corna. Prima si mette mano al problema e maggiori sono le possibilità di vedere sin dal momento della ripresa del campionato, il prossimo 10 ottobre quando il Napoli ospiterà al Maradona il pericolosissimo Frosinone, una squadra diversa e più performante.

Mario Zaccaria
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