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NM LIVE - Zaccaria: “Napoli, nel calcio contano i risultati: Max Allegri è un allenatore vincente"
02.06.2026 14:52 di Redazione
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NAPOLI - MARIO ZACCARIA, giornalista, è intervenuto a "NAPOLI MAGAZINE LIVE", su Radio Punto Zero, trasmissione radiofonica dedicata al Calcio Napoli, che approfondisce i temi proposti sul web da NapoliMagazine.Com, in onda dal lunedì al venerdì, dalle 14:00 alle 15:00, condotta da Antonio Petrazzuolo e Michele Sibilla. Ecco quanto ha affermato: “Critiche per l’arrivo di Allegri a Napoli? Noi dobbiamo attuare un dialogo con i nostri lettori o con chi ci ascolta, non sono previsti atti di nervosismo in quello che si scrive e in quello che si dice. Bisogna ragionare con calma, cercando di spiegare le cose prima a sé stessi e poi agli altri. Questo è lo scopo per il quale facciamo questo lavoro e vogliamo farlo con queste caratteristiche. Noi dobbiamo valutare gli allenatori che passano sulla panchina del Napoli, per il lavoro che fanno, non tanto perché siano simpatici o antipatici, quello non c’entra niente e questo è il primo ragionamento. Il secondo è legato alla qualità dell’allenatore: corto muso o lungo muso, sono tutte discussioni che lasciano il tempo che trovano e che da un certo punto di vista gli allenatori fanno a volte anche perché stimolati da noi. Nel calcio quello che contano, alla fine, sono i risultati. Io ricordo il Napoli spettacolare di Sarri, da stropicciarsi gli occhi, ma che non ha vinto niente. Ricordo, invece, di un Napoli di Conte che, se devo dire la verità, non è che praticasse un gioco esaltante, ma ha vinto uno Scudetto, una Supercoppa ed è arrivato secondo. A me interessa poco la spettacolarità del gioco, io preferisco vincere e quindi ci siamo divertiti con Sarri, ma abbiamo perso lo Scudetto in albergo. In questo senso, a me piace difendere Allegri perché è un uomo che ha vinto sei scudetti in Italia e non solo, ha un palmares invidiabile, se sia antipatico o simpatico non ci interessa. Anche nel rapporto con i giornalisti, io credo che il rispetto reciproco e l’educazione siano alla base. Questo basta e questo interessa, poi tutte le altre sono polemiche che francamente lasciano il tempo che trovano. Io credo che Allegri anche a Napoli vorrà ripercorrere la strada fatta nella sua carriera, leggevo che se arrivasse una offerta importante il Napoli sarebbe disposto a vendere Vergara: ma stiamo scherzando? Chissà come lo abbiamo trovato, quasi per miracolo, grazie al fatto che si sono infortunati una trentina di compagni di squadra, altrimenti probabilmente non avrebbe giocato nemmeno nel Napoli. Adesso che lo abbiamo trovato, che facciamo ce lo togliamo? E’ una cosa che non esiste, ma credo, anzi sono sicuro che, se ne hanno parlato, Allegri abbia già detto che Vergara fa parte del Napoli a tutto tondo, che sarà valutato ancora meglio. Poi anche altri giovani, potrebbe tornare Rao dal Bari e magari lo valuterà nel precampionato. Diciamo, con una buona predisposizione a far valere anche qualcosa che esce dal vivaio e ci sono anche altri ragazzi in giro. Sono sicuro che se ci sarà l’opportunità, Allegri farà come ha fatto con il Milan, con la Juventus, senz’altro li rilancerà senza alcun timore, probabilmente più di quanto abbia fatto Conte, che è stato un po' forzato nel lanciare Vergara, visto che non c’era più nessuno. Faccio un passo indietro e torno alla conferenza stampa di Conte, che ha detto una cosa dove si è capito solo lui, cioè nel senso che non abbiamo capito con chi ce l’avesse. Non ha mai pronunciato la parola giornalisti come falliti, si può immaginare che ce l’avesse con questa fetta di personaggi che compaiono sui social, che a volte straparlano. Ma, se si riferisse a loro, non capisco perché un allenatore del suo livello dia rilievo a queste cose. Io do rilievo solo a quello che dicono i miei colleghi, perché questo mestiere richiede equilibrio, capacità di sintesi e di analisi. Questo fa si che giornalisti non siano persone che parlano per dare aria ai denti, cosa che spesso capita in altri ambiti. Se le critiche ad Allegri arrivano da quelli che vogliono farsi mettere like, chissenefrega. La valutazione che farò sul nuovo allenatore la farò in base alle partite: se c’è da criticare, criticheremo come abbiamo sempre fatto, ma con educazione e rispetto per i ruoli e per la professione che fa un allenatore. Poi bastano tre vittorie e tutti sono sul carro, noi della vecchia guardia ne abbiamo viste di queste cose e non mi meraviglia niente. Do a queste critiche pretestuose il valore che hanno, cioè zero”.

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di Redazione

02/06/2026 - 14:52

NAPOLI - MARIO ZACCARIA, giornalista, è intervenuto a "NAPOLI MAGAZINE LIVE", su Radio Punto Zero, trasmissione radiofonica dedicata al Calcio Napoli, che approfondisce i temi proposti sul web da NapoliMagazine.Com, in onda dal lunedì al venerdì, dalle 14:00 alle 15:00, condotta da Antonio Petrazzuolo e Michele Sibilla. Ecco quanto ha affermato: “Critiche per l’arrivo di Allegri a Napoli? Noi dobbiamo attuare un dialogo con i nostri lettori o con chi ci ascolta, non sono previsti atti di nervosismo in quello che si scrive e in quello che si dice. Bisogna ragionare con calma, cercando di spiegare le cose prima a sé stessi e poi agli altri. Questo è lo scopo per il quale facciamo questo lavoro e vogliamo farlo con queste caratteristiche. Noi dobbiamo valutare gli allenatori che passano sulla panchina del Napoli, per il lavoro che fanno, non tanto perché siano simpatici o antipatici, quello non c’entra niente e questo è il primo ragionamento. Il secondo è legato alla qualità dell’allenatore: corto muso o lungo muso, sono tutte discussioni che lasciano il tempo che trovano e che da un certo punto di vista gli allenatori fanno a volte anche perché stimolati da noi. Nel calcio quello che contano, alla fine, sono i risultati. Io ricordo il Napoli spettacolare di Sarri, da stropicciarsi gli occhi, ma che non ha vinto niente. Ricordo, invece, di un Napoli di Conte che, se devo dire la verità, non è che praticasse un gioco esaltante, ma ha vinto uno Scudetto, una Supercoppa ed è arrivato secondo. A me interessa poco la spettacolarità del gioco, io preferisco vincere e quindi ci siamo divertiti con Sarri, ma abbiamo perso lo Scudetto in albergo. In questo senso, a me piace difendere Allegri perché è un uomo che ha vinto sei scudetti in Italia e non solo, ha un palmares invidiabile, se sia antipatico o simpatico non ci interessa. Anche nel rapporto con i giornalisti, io credo che il rispetto reciproco e l’educazione siano alla base. Questo basta e questo interessa, poi tutte le altre sono polemiche che francamente lasciano il tempo che trovano. Io credo che Allegri anche a Napoli vorrà ripercorrere la strada fatta nella sua carriera, leggevo che se arrivasse una offerta importante il Napoli sarebbe disposto a vendere Vergara: ma stiamo scherzando? Chissà come lo abbiamo trovato, quasi per miracolo, grazie al fatto che si sono infortunati una trentina di compagni di squadra, altrimenti probabilmente non avrebbe giocato nemmeno nel Napoli. Adesso che lo abbiamo trovato, che facciamo ce lo togliamo? E’ una cosa che non esiste, ma credo, anzi sono sicuro che, se ne hanno parlato, Allegri abbia già detto che Vergara fa parte del Napoli a tutto tondo, che sarà valutato ancora meglio. Poi anche altri giovani, potrebbe tornare Rao dal Bari e magari lo valuterà nel precampionato. Diciamo, con una buona predisposizione a far valere anche qualcosa che esce dal vivaio e ci sono anche altri ragazzi in giro. Sono sicuro che se ci sarà l’opportunità, Allegri farà come ha fatto con il Milan, con la Juventus, senz’altro li rilancerà senza alcun timore, probabilmente più di quanto abbia fatto Conte, che è stato un po' forzato nel lanciare Vergara, visto che non c’era più nessuno. Faccio un passo indietro e torno alla conferenza stampa di Conte, che ha detto una cosa dove si è capito solo lui, cioè nel senso che non abbiamo capito con chi ce l’avesse. Non ha mai pronunciato la parola giornalisti come falliti, si può immaginare che ce l’avesse con questa fetta di personaggi che compaiono sui social, che a volte straparlano. Ma, se si riferisse a loro, non capisco perché un allenatore del suo livello dia rilievo a queste cose. Io do rilievo solo a quello che dicono i miei colleghi, perché questo mestiere richiede equilibrio, capacità di sintesi e di analisi. Questo fa si che giornalisti non siano persone che parlano per dare aria ai denti, cosa che spesso capita in altri ambiti. Se le critiche ad Allegri arrivano da quelli che vogliono farsi mettere like, chissenefrega. La valutazione che farò sul nuovo allenatore la farò in base alle partite: se c’è da criticare, criticheremo come abbiamo sempre fatto, ma con educazione e rispetto per i ruoli e per la professione che fa un allenatore. Poi bastano tre vittorie e tutti sono sul carro, noi della vecchia guardia ne abbiamo viste di queste cose e non mi meraviglia niente. Do a queste critiche pretestuose il valore che hanno, cioè zero”.